Scuola: Inclusione a Colori

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Cosa avrebbe detto oggi Don Milani se avesse visto la scuola primaria di Sant’Angelo di Piove di Sacco

La scuola intitolata a lui.
Cosa avrebbe detto oggi, proprio oggi, che si celebrano i cento anni e un giorno dalla nascita.
Forse avrebbe riconosciuto un modo innovativo di fare scuola, di essere scuola.
Avrebbe sorriso, cantato, urlato.
Si sarebbe commosso.
Come me.
Del resto come poteva essere diversamente.
Sono stato anch’io un bambino in quella scuola.
tra quei muri ho imparato a leggere e scrivere, a fare i conti e a disegnare.
Ho imparato la vita e ho conosciuto i miei primi amici.
Guarda caso uno di loro mi ha incrociato all’ingresso e all’uscita mentre andava al lavoro.
Ho corso per quei corridoi e sceso quelle scale.
Ho giocato a calcio su quel cortile e parcheggiato la bicicletta sul retro.
Ho visto mia madre percorrere quel tratto di strada migliaia di volte, anche senza di me e dei miei fratelli, perché lì ha insegnato prima e dopo di noi.
Oggi sono tornato nella mia scuola vestito di giallo.
A raccontare ai bambini la storia di questo colore.
Di come sia diventato il colore dell’inclusione che racconto e che cammino.
Il tema della giornata era il giallo di #YellowTheWorld e di #NoisyVision.
Inserito nello spettro della settimana dell’ inclusione a colori.
Tutti i colori, come l’arcobaleno, come di fatto siamo tutti noi.
Gli insegnanti sono stati straordinari nel preparare questa mattinata con diversi laboratori itineranti.
Una storia da raccontare, gli occhialini che simulano la visione tubolare, un percorso ad ostacoli da fare bendati, la merenda al buio, i cartelloni gialli e neri, le panchine da dipingere.
E poi il laboratorio con Dario Sorgato – Diversity & Inclusion Specialist .
Ero il loro supereroe.
Sapevano dei viaggi, del giallo, dell’ipovisione.
E quindi avevano tante domande, curiosità.
Avevano voglia di abbracciarmi, di urlare con me, di ascoltare.
Si. Sanno ascoltare i bambini.
Sanno stupirsi e stupire.
Non ho ancora messo al loro posto tutte le sensazioni di questa mattinata.
È stato un viaggio lungo quello dentro la loro meraviglia.
È stato bello sentirli parlare di come si aiutano tra loro e di come aiutino i loro nonni che vedono o sentono poco.
Sarei rimasto con loro molto di più, ma la campanella suona sempre a scuola.
Alle 12 eravamo tutti nel cortile, sotto un brillante sole di primavera.
Avevano preparato una canzone.
Supereroi di Mr.Rain
Ora dovete mettervi al centro di quel cerchio fatto da duecento bambini vestiti di giallo e sentirli cantare all’unisono.

 

Camminerò
A un passo da te
E fermeremo il vento come dentro agli uragani
Supereroi
Come io e te
Se avrai paura allora stringimi le mani
Perché siamo invincibili, vicini
E ovunque andrò sarai con me
Supereroi

 

E inevitabile piangere.
Per tutte le volte che hai pianto da solo e perché sai che loro, i bambini, ti stanno dando la forza per essere invincibile ancora.

 

Grazie. Grazie a tutti voi.
Grazie agli insegnanti, a Silvia e Giuseppe che hanno voluto e coordinato questo evento.
Alla dirigente scolastica e ad Angela, amica e assessore alla cultura, per aver ricordato che il bullismo può fare male.
Grazie a tutte quelle farfalle gialle posate sui vetri e sui muri.
Erano lì ad accogliermi quando la scuola era ancora vuota.
Inondate dal sole di questo giorno.
Erano gialle e non vivranno solo un giorno.
Questa volta no.

 

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