L’altro lato dell’ipovisione: il supporto di un istrutture di orientamento e mobilità.

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Dall’altro lato ci sono loro, volontari o professionisti. Tutti quelli che si adoperano per aiutare le persone con difficoltà visive.
Una di queste figure è l’istruttore di Orientamento e Mobilità. 
Aurélie Bouitier e’ una di loro. 
Una breve storia per raccontare la passione con cui si dedica al suo lavoro.

Il mio obiettivo come istruttore di Orientamento e Mobilità e andare oltre i limiti. Proprio come si legge in questo sito.
Quando una persona perde la vista, incontra molte difficoltà. In particolare, deve affrontare la sfida dell’indipendenza, per poter andare ovunque, in qualsiasi condizione. Questo è l’obiettivo a cui mi piace portare i miei pazienti, purché concordino, ovviamente. Mi piace l’idea di accompagnarli in questo percorso, insegnando loro tecniche e strategie affinché diventino sempre più indipendenti. Cammino accanto a loro. Li guida per superare le loro difficoltà.
Per me è essenziale dedicare del tempo alla conoscenza della persona.
Credo che sia la base, senza la quale non arriveremo da nessuna parte. Perché durante il periodo della riabilitazione, diventiamo una squadra. Combattiamo insieme contro paure e difficoltà.
Voglio portarli oltre.

Ho tenuto le mani di una mia paziente mentre attraversavamo la strada, ho scortato le persone a casa perché erano esauste, mi sono presa il tempo di ascoltarle, mi hanno confidato le loro gioie e le loro pene. Anche lavorare con la famiglia del paziente è cruciale. Senza questo supporto, il paziente potrebbe perdere la motivazione. E’ importante dare valore ai piccoli traguardi.
Ho fatto molte riabilitazioni durante la mia carriera decennale. Il mio desiderio e motivazione rimangono intatti.
Mi piace sempre stare con loro e dare loro più di quello che pensavano di poter fare.

Aurélie Bouitier, Svizzera

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