La musica per un ipoacusico

By
Dario Sorgato
24 ottobre 2011 22:12

Non ho ancora scritto di Musica.
In un blog di/per sordi e ipoacusici (e ciechi e ipovedenti), dovrebbe essere un argomento di primordine, da trattare alla terza puntata al massimo.
Questo involontario ritardo si addice ad una recente riflessione sul mio rapporto con la musica.

Mi piace la musica. Mi piace quella italiana, mi piace il rock, il dark, il pop, il reggae, il grunge.
Da bambino ho imparato a suonare il pianoforte. Mi ricordo che ero bravo. Promettevo bene. Ma ho smesso. Alle scuole medie ci avevano insegnato a suonare il flauto. Avrei sempre voluto imparare a suonare la chitarra, poi mi ero appassionato al saxofono e ultimamente mi era venuta la voglia di cimentarmi con la fisarmonica. E’ evidente che non ho le idee chiare e tantomeno la dovuta determinazione. Forse mi manca una vera spinta passionale.
Sono negato per le percussioni e anche se qualche volta canto in pubblico e mi piace cantare, spesso gli altri mi fanno notare che sono stonato.
Ascolto musica, ma non sono uno di quelli che girano con le cuffie sempre nelle orecchie e con l’ipod sempre in tasca. Nella mia casa natale ho due impianti Hi-Fi, ma non me li sono portati con me nel mio ultimo trasloco. Ora ho un piccolo impianto, ma è sempre spento. Ho una radiosveglia in cucina che accendo quando cucino.
In base a questa introduzione si direbbe che il mio rapporto con la musica è disastroso e quasi inesistente.
Eppure quando ascolto alcune canzoni arrivo a commuovermi. Altre volte ascolto la musica mentre leggo i testi. Riascolto alcuni brani anche per 10 volte consecutive.

Il punto è che riconosco che molti miei amici sono degli ascoltatori costanti. Hanno sempre una canzone nelle orecchie e la prima cosa che fanno quando entrano in casa è accendere lo stereo o il computer, per mettere un po’ di musica. La maggior parte dei miei amici suona uno strumento ed è in grado di cantare una canzone a tempo o di tenere un ritmo.

Perché io no?

Sono del parere che se mi applicassi seriamente potrei imparare uno strumento, potrei migliorare il mio senso del ritmo (perfetto quando ballo musica anni ’80), ma ‘gli altri’ hanno doti innate e il senso del ritmo non l’hanno appreso, l’hanno sempre avuto.
Inoltre per molte persone l’automobile è uno dei ‘luoghi’ perfetti per ascoltare la musica. Anche se è a tutto volume nessuno dice niente, non puoi fare altro che ascoltare mentre guidi e farti un viaggio nel viaggio.
Anche questa possibilità mi è precluso.
Non mi sono mai chiesto se l’ipoacusia sia la causa delle mie limitazioni musicali, ma recentemente mi sono convinto che sia così è ho addossato a essa tutte le colpe.
Ma Beethoven era sordo.
Si, uno. Uno solo. Sordo dopo essere diventato Beethoven forse.
Mi sono autoconvinto che il ritmo non mi è mai entrato dentro perché non l’ho mai sentito (udito) bene.
Non ho mai imparato le canzoni dei cartoni animati e ogni volta che accendevo la musica ad alto volume per sentirla come si deve entrava mio padre in stanza per dirmi di abbassare.
Poi mi sono trasferito a vivere da solo e il problema non erano i coinquilini, ma i vicini di casa.
Se metto le cuffie mentre cammino per la strada sono talmente isolato dal mondo che mi sento in pericolo. La retinite pigmentosa mi limita l’attenzione a ciò che succede e anullare quel poco di udito che mi resta mi trasforma in un caterpillar umano che mette a rischio la vita dei piccoli bambini bassi e la mia.

Tutto ciò non toglie che si rizzano i peli del collo quando ascolto
Venus, The Air
Mad World – Gary Jules
Half Light I – Arcade Fire
Just Breathe – Pearl Jam
Off He Goes : Pearl Jam
Hallelujah – Jeff Buckley
As I Sat Sadly By Her Side – Nick Cave & The Bad Seeds
(tanto per citarne alcune)
per la melodia, per le parole, per quello che significano per me.

E tu? Qual è il tuo rapporto con la musica? Come ricevi le emozioni di una canzone?

Un discorso a parte merita la musica dal vivo, dove le vibrazioni violente, la gente, le luci, il suono trasformano l’ascolto in una esperienza sensoriale totale, dove il grado di sordità ha meno importanza, perché la musica diventa parte del corpo ed è tutto il corpo a sentire, non soltanto le orecchie.