I sordomuti non esistono. O sei sordo o sei ipoacusico. Alcune precisazioni

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Dario Sorgato
3 luglio 2011 15:04
Bud Spencer in I due superpiedi quasi piatti

Nel corso dell’articolo Ho una malattia rara. La fortuna è cieca, ma ha accecato anche me si parla della sordità e si afferma che  l’incidenza della malattia è di uno su mille e quindi in Italia ci sono “5 milioni di audiolesi, di cui 70.000 sordomuti o sordi prelinguali”.

Credo che in questa frase ci siano diverse precisazioni da fare:

1-      Così come affermato nell’articolo  Non sono sordo, sono ipoacusico è bene fare un distinguo fra sordità e ipoacusia. L’ipoacusia è una perdita dell’udito che può essere corretta con la tecnologia fino a ripristinare l’acuità uditiva. Permangono naturalmente alcuni “problemi” di ordine pratico che tuttavia possono essere risolti con accorgimenti. Tanto per capirsi una persona ipoacusica con una correzione come la protesi acustica riesce a parlare al telefono, ad ascoltare la radio, a seguire la televisione. I fastidi sono dati dalla qualità del suono, rumore di fondo,  ecc. Sono tuttavia superabili con accorgimenti (vedere nel sito la sezione ausili per non udenti). La sordità invece è quella perdita uditiva talmente grave (infatti si parla di due tipo di sordità, grave e profonda) che nessuna tecnologia, nemmeno l’impianto cocleare, può ripristinare.

Secondo la classificazione internazionale della sordità (Bureau International d’Audiophonologie).

La sordità grave significa una perdita fra 70 e 90 decibel. Può presentare un esame audiometrico di questo tipo

Audiogramma Tonale Sordità grave

La sordità profonda significa una perdita uditiva di oltre i 90 decibel, può presentare un esame audiometrico di questo tipo:

Audiogramma Tonale Sordità Profonda

Se noi guardiamo un esame audiometrico dove sono riportati i suoni del parlato, vediamo come questi due tipi di sordità creino grossissimi problemi di comunicazione perché lasciano assolutamente al di fuori tutti i suoni del parlato:

Diagramma dell'udibile

2-      Gli ipoacusici in generale sono uno su mille, è vero, ma mettere insieme ipoacusici con sordi non è corretto. È come mescolare nella categoria dei ciechi anche chi porta gli occhiali Si parla quindi di un’incidenza di sordità profonda dello 0,04%, quindi in Italia i sordi “veri” sono solo circa 23.000. Per fortuna ovviamente.

3-      Non esistono più i sordomuti, per legge il termine “sordomuto”  è stato cancellato (L.95/2006, http://www.parlamento.it/parlam/leggi/06095l.htm)

4-      I sordomuti non esistono più nemmeno di fatto: oggi le persone sorde profonde bilaterali preverbali possono tutte acquisire la lingua. Certo, non udranno mai, certo avranno sempre bisogno della lettura labiale per capire, ma potranno parlare, capire, comunicare e non c’è vittoria maggiore di questa.

di Valentina Paoli – psicologa
www.valentinapaoli.it