Luce del sole e retinite pigmentosa: occhiali ambrati o occhiali scuri?

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Dario Sorgato
25 giugno 2011 15:57

Premetto (e ribadisco) che Noisyvision non è un sito web scientifico e le informazioni sono basate sull’esperienza e la ricerca individuale dei redattori. Tuttavia ho deciso di trattare questo tema perchè stiamo cercando, un po’ alla volta, di coprire i vari ambiti medici, comportamentali, psicologici, percettivi legati alla retinite pigmentosa (e ipoacusia, visto che Noisyvision si riferisce alla Sindrome di Usher, ma in questo caso stiamo considerando un tema prettamente oculistico).

Il paradosso: la retinite pigmentosa causa una riduzione della visione notturna, quindi chi è affetto da questa malattia vede meglio di giorno, ma la luce ultravioletta emessa dal sole danneggia la retina e spesso il sole abbaglia fortemente.
Le radiazioni ultraviolette sono dotate di grande energia in grado di determinare condizioni di stress fotoossidativo con conseguenti cataratte corticali, congiuntiviti e peggioramento delle patologie retiniche.

Poichè la luce blu e quella ultravioletta peggiorano la retinite pigmentosa molti oftalmologi raccomandano occhiali color ambra e con filtro ultravioletto da portare di giorno per rallentare l’evoluzione di questa malattia. Tuttavia anche in questo caso le soluzioni non sono univoche, perchè i diversi stadi di avanzamento e la presenza di altre complicazioni indirizzano la scelta verso occhiali con colorazioni, gradazioni e caratteristiche diverse, oltre che ad un diverso uso. Quindi la soluzione migliore è prettamente individuale e dovrebbe essere il risultato di un compromesso tra pareri medici e necessità pratiche. Non ultime quelle economiche.

Lenti filtranti mediche a nanometri controllati

Come detto ognuno dovrebbe trovare la soluzione più adatta, ma una volta accertato che questi filtri effettivamente migliorano i contrasti e riducono le radizioni nocive, bisogna scegliere la gradazione più adatta in modo da combinare la protezione dalla radiazioni ultraviolette con le condizioni di luce ottimali. Nel mio caso, per esempio, lenti troppo scure non mi permetterebbero di vedere appena il cielo è nuvoloso e lenti troppo chiare non ridurrebbero l’abbagliamento.

Io uso gli ambra, mi aiutano molto, ma devo toglierli non appena vado all’interno.
(D.D.S, su Facebook group Retinitis Pigmentosa)

Occhiali da sole

Dopo quanto detto sembra inutile trattare il tema degli occhiali da sole comuni, visto che le lenti ambrate sembrano la scelta ottimale dal punto di vista protettivo, ma ci sono alcune ragioni per cui non tutti gradiscono queste gradazioni.

Possiedo quelli grigi azzurrati. Funzionano meglio per me quando c’è il sole, perchè bloccano il la luce che mi urta gli occhi, ma consentono ancora abbastanza luminosità per farmi vedere. Ho provato quelli ambra e andavano bene, ma alla fine ho optato per i grigi. (A.H, su Facebook group Retinitis Pigmentosa)

Nel mio caso, per esempio, gli occhiali con lenti arancioni hanno una montatura non troppo avvolgente e non mi permettono di proteggermi adeguatamente. Sono perfetti per la neve e per giornate nuvolose o con un po’ di foschia, ma sono anche costosi, quindi cerco di limitarne l’uso.
Per un viaggio in barca di due anni fa avevo comprato il meglio sul mercato in termini di lenti. 500 euro per lenti polarizzate con filtro selettivo. Dopo nemmeno 20 miglia nautiche erano già sul fondo del mare. Qualche anno fa ho perso un altro paio di occhiali ambrati, sempre in mare. Non che voglia fare contenti i pesci o gli squali, regalando occhiali ‘cool’, ma visto che li rompo e li perdo molto facilmente, anche per il problema stesso del campo visivo ridotto che non mi permette di individuare gli ostacoli sopra la testa, ho deciso di comprare i tanto sconsigliati occhiali da bancarella.

Quando si acquista un paio di occhiali da sole a buon mercato, spesso si rinuncia ai benefici di una buona lente . Per esempio, se gli occhiali da sole non offrono alcuna protezione ai raggi UV, si aumenta l’esposizione ai raggi UV. Gli occhiali da sole a buon mercato bloccano una parte della luce, causando l’apertura del diaframma per consentire accesso ad una maggiore quantità di luce. In questo modo viene abbattuta la barriera naturale dell’occhio anche per le radiazioni UV, aumentando la possibilità di causare danni alla retina.

Tuttavia, per quanto poco possa essere affidabile un’etichetta applicata sulla lente con il marchio CE e la conferma della effettiva protezione UV, pare che anche se costano 5 o 10 euro quella dicitura sia una garanzia e li renda equiparabili agli occhiali da centinaia di euro acquistati dall’ottico.

Eventualmente la differenza potrebbe essere nel materiale della montatura, che potrebbe causare allergie e della lente, che se si dovesse rompere potrebbe essere dannosa per l’occhio.
Non voglio certo incentivare l’acquisto di occhiali a buon mercato, ma quantomeno valutare l’ipotesi che gli elevati costi degli occhiali non siano solo una trovata commerciale.
Se è vero che proteggere gli occhi dovrebbe essere la cosa più importante, purtroppo bisogna fare i conti anche con i costi che questa malattia comporta e tra le variabili del compromesso considerare anche il portafogli.
Qualsiasi occhiale io comperi, scelgo sempre montature di plastica, perchè quelle metalliche sono scomode da portare sulla testa quando, per necessità di maggiore illuminazione devo sollevare gli occhiali.

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