Si chiude al Parco ex paolo pini Ospedale Psichiatrico una settimana davvero folle.
Iniziata in un contesto di Pace al Sermig – Arsenale della Pace il 12 Maggio 2025 con una serata dedicata alla presentazione del libro Guarda Dove Cammini e del documentario NOISYVISION
Appuntamento pochi giorni dopo al Salone Internazionale del Libro con un intervento moderato da Anna Rastello (leggi l’articolo qui)
Gli Accessibility Days alla Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano fanno da ponte verso un altro incontro che vede protagonisti i soci di Trekking Italia
È l’assemblea per il 40 anniversario della storica associazione.
È il momento ideale per raccontare a un pubblico sensibile quello che facciamo.
E infatti la nostra storia ha fatto breccia.
Ha colpito la nostra leggerezza, la nostra modalità di fare Cammino.
Ha colpito anche il nostro giallo che è quello dell’ottimismo e della positività ma in questo luogo, oggi, non possiamo non ricordare che anche il colore della follia.
Allora ricordiamoci di essere folli.
E affamati.
Curiosi.
Desiderosi.
Del resto lo disse anche Steve no?
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
Migliaia e migliaia di libri.
Tutti con una o più storie dentro e fuori.
La storia dell’autore, dell’editore, dei personaggi.
La storia della copertina e di tutte le pagine scritte.
La storia vissuta o inventata.
Migliaia di visitatori.
Mani che sfiorano e sfogliano.
Sguardi che scrutano.
Scelgono.
Migliaia di eventi. Talks, letture, giochi.
In questo mare infinito di carta e lettori c’è una probabilità infinitesimale di essere scelti.
Ecco perché sono grato a quelle persone che per volontà o fortuna sono capitate nella mia storia.
Presentare il proprio libro al Salone Internazionale del Libro è un privilegio.
Sono grato a Ediciclo Editore per questa opportunità.
Sono grato a Anna Rastello che ha accettato di dialogare con me.
Sempre nell’ottica di continuare a tessere quelle reti che uniscono chi lavora per lo stesso obiettivo.
Il Salone del Libro è un luogo bello.
Si respira cultura al profumo di carta.
Se anche il digitale si è preso una enorme fetta delle nostre vite, ci saranno libri finché ci saranno gli alberi.
EVENTO DI PRESENTAZIONE AL SERMIG
<< Vedere il mondo a piedi è la chiave per vivere un’esistenza nel sacro. Un sacro che non ha un’accezione religiosa soltanto, ma trascendente. Qualcosa di più affaticato, di più umano. Che dà conforto e sconforto assieme. È poesia. Herzog scorgeva nel singolo passo la soluzione minima per guarire il mondo dai suoi mali, una via poetica per restituire il mondo ad uno splendore non solo sacro, ma migliore. Non abbiamo la pretesa di guarire il mondo e di fermare la guerra con i nostri passi, ma sicuramente ne faremo molti con questa consapevolezza. Stiamo camminando in un periodo storico difficile. Stiamo camminando per noi e per portare un messaggio di inclusione sociale, come in tutti i nostri cammini. Ma camminare è da sempre un gesto di protesta non violenta, di pace e di preghiera. Cammineremo anche per dire con i piedi quello che non sappiamo nemmeno come si dica con le parole e la voce. La Terra saprà ascoltare questo nostro leggero passaggio. La Terra saprà ascoltare.>>
Avevo scritto questo il giorno della partenza per il viaggio nel Salento.
Era il 2022.
L’ho letto stasera, anche se non è uno dei testi del libro.
L’ho recuperato da un angolo della memoria, ispirato dal fatto che eravamo all’Arsenale della Pace.
Non è forse questo il luogo che per antonomasia ha trasformato il negativo in positivo?
La guerra in pace?
Io che vado per città e paesi a raccontare della mia trasformazione, ho avuto l’opportunità di parlarne in questo luogo di pace, a pochi passi da una scritta che recita
LA BONTÀ È DISARMANTE.
E mentre leggo queste parole mi sovviene che in platea c’è Anna, un’amica torinese che ha partecipato proprio a quel viaggio in Salento.
E non avevo più rivisto.
Questa serata è stata così.
Un crogiolo di amici da ogni dove.
Che non vedevo da anni.
Tanti anni.
E di altri che ho visto a Sasso Marconi o a Firenze, a Trento o a Berlino. Anche a Sant’Angelo.
A Milano e a Torino.
Qui, all’Arsenale della Pace, a pochi passi dalla Scuola Holden dove nel 2018 abbiamo lavorato con gli studenti.
Ma ti rendi conto di quanta strada c’è in queste parole?
Ti rendi conto della distanza che abbiamo percorso?
A guardarsi indietro viene il capogiro.
Grazie Torino.
Grazie ad ogni nome nuovo che ho messo su quelle dediche.
Grazie alle storie che brevemente mi avete raccontato.
Quasi che avessi il potere di curare qualche dolore, di invocare il buon destino.
Grazie Paolo per aver dialogato con me, per aver colto passaggi che mi hanno permesso un racconto nuovo, diverso.
Solo di Torino.
Grazie Lucia, per aver definito sogno quello che ho realizzato.
Grazie Dajana per aver scelto questa serata per festeggiare il tuo compleanno.
Grazie Pietro per le foto, Igino per la sorpresa, Paola per la costanza, Alberto per la stima, Enrico per il sostegno.
Grazie a tutti per esservi commossi e aver trovato in qualche frase o parola un motivo per tornare a casa diversi.
Grazie a te.