Udire, sentire e ascoltare: significato e differenze

Aggiornato il

Udire, sentire e ascoltare

Udire significa percepire i suoni con l’orecchio: è l’atto fisico dell’udito, dal latino audire. Ascoltare vuol dire invece prestare attenzione, in modo voluto, a ciò che si ode. Sentire è il verbo più ampio: indica la percezione attraverso tutti i sensi (sentire freddo, un profumo, un’emozione) e, nel linguaggio di tutti i giorni, anche l’udire.

In breve: si può udire senza ascoltare (un rumore di fondo che non notiamo) e si può sentire senza udire, come accade alle persone sorde che percepiscono le vibrazioni e il tono di una voce. Più sotto la psicologa Valentina Paoli spiega da dove nasce questa differenza.

Udire significato: cosa vuol dire udire

Udire è la capacità di cogliere un suono: una voce, un campanello, il vento tra gli alberi. È un atto involontario, avviene anche quando non ci facciamo caso. Per questo nei dizionari i sinonimi di udire sono sentire, percepire, avvertire, captare e, in registro letterario, intendere.

Differenza tra udire e ascoltare

Udire e ascoltare non sono sinonimi perfetti. Udire è passivo: il suono arriva all’orecchio. Ascoltare è attivo: scegliamo di dare attenzione a quel suono, a quella persona, a quelle parole. Possiamo udire la radio accesa in un’altra stanza senza ascoltarla, e possiamo ascoltare con grande attenzione una persona di cui udiamo male la voce.

Nella nostra esperienza è proprio qui che si gioca la relazione con chi ha una disabilità uditiva: ascoltare davvero significa anche mettersi nelle condizioni di farsi capire.

Differenza tra sentire e udire: segmentalità e sovrasegmentalità

Spesso quando parliamo non facciamo caso a tutti i sinonimi che esistono nella nostra lingua e li usiamo quasi indifferentemente. Nel caso specifico pensiamo ai verbi udire, sentire, capire, ascoltare, comprendere, intendere, afferrare, percepire. E’ sufficiente consultare un vocabolario dei sinonimi e contrari per trovarne altri ancora. Tuttavia queste parole sono appunto sinonimi e in quanto tali non sono identici.

Nell’uso quotidiano e colloquiale spesso i significati vengono intercambiati, a volte impropriamente. In alcuni casi addirittura quella che appare una leggera sfumatura di significato sottende invece un’abissale differenza di impostazione concettuale. È il caso delle parole “sentire” e “udire”.

Noi crediamo di usarle indifferentemente, in realtà se ci pensiamo bene non diremmo mai «Ieri ho udito dire che il prossimo week end pioverà» come invece possiamo quasi sempre sostituire “udire” con “sentire”: ho udito un suono, ho sentito un suono. “Sentire” può essere usato al posto di “udire”, ma non viceversa. “Udire” e “sentire” hanno un significato diverso. Per capirlo occorre fare un passo indietro e spiegare le due componenti principali dell’eloquio: la segmentalità e la sovrasegmentalità.

Quando noi parliamo emettiamo un suono con la nostra voce. La lingua orale è trasmessa attraverso la voce. Per esempio se noi diciamo «Ora vai a casa» noi produciamo un flusso sonoro. Per esempio, se abbiamo lavorato tutto il giorno con un amico che ci ha aiutato, alla fine stremati e sudati ma riconoscenti gli diciamo «Ora vai a casa». Pensiamo invece di aver litigato con il nostro fidanzato/a e arrabbiatissimi gli diciamo «Ora vai a casa». In queste due situazioni diciamo la stessa cosa, cioè le stesse parole, le stesse lettere nella stessa sequenza ma in due modi completamente diversi. Cosa cambia? Non le sillabe, non la dizione, cambia invece il tono, la pronuncia.

Ebbene, ciò che fa riferimento alle lettere “O-R-A-V-A-I-A-C-A-S-A” è la segmentalità, ovvero il COSA si dice. Ciò che invece fa riferimento al tono arrabbiato, alla velocità, alle pause, ecc è la sovrasegmentalità, ovvero il COME si dice una certa cosa. Durata, intensità, ritmo, intonazione, frequenza, accento sono tutte caratteristiche sovra segmentali.

Udire fa riferimento alla segmentalità.
Sentire fa riferimento alla sovrasegmentalità.

Adesso che abbiamo chiarito questa differenza possiamo dire tranquillamente che le persone sorde profonde sentono ma non odono.

di Valentina Paoli – psicologa
www.valentinapaoli.it

Sentire la voce ma non capire le parole

Molte persone con ipoacusia o con la Sindrome di Usher descrivono proprio questa esperienza: la voce arriva, ma le parole restano confuse. È la distinzione tra sentire e udire vista sopra: il tono e il ritmo passano, i singoli suoni no. Le cause possono essere diverse e vanno valutate con l’audiologo o l’otorino.

Durante i nostri cammini inclusivi impariamo ogni volta qualche accorgimento semplice per farci capire da chi sente poco:

  • Parla di fronte alla persona, con il viso illuminato: la lettura labiale ha bisogno di luce, e per chi ha anche una disabilità visiva la luce conta il doppio.
  • Riduci il rumore di fondo: in un rifugio affollato o accanto a un torrente conviene spostarsi prima di parlare.
  • Non alzare la voce: scandisci e rallenta. Urlare deforma le parole e non aiuta a capirle.
  • Riformula invece di ripetere: se una frase non arriva, dilla con altre parole.
  • Chiedi come preferisce comunicare: c’è chi usa la lingua dei segni, chi il labiale, chi gli apparecchi acustici o un impianto cocleare.

Per capire meglio come le persone sorde vivono il suono, leggi ascoltare il suono del mondo con orecchie diverse. E se ti incuriosisce quanti modi abbiamo di percepire il mondo, scopri quanti sono i sensi dell’essere umano.

Domande frequenti

Udire e ascoltare sono sinonimi?

No. Udire indica la percezione del suono, ascoltare l’attenzione volontaria verso quel suono. Si possono usare come sinonimi solo in modo approssimativo, nel parlato quotidiano.

Qual è la differenza tra sentire e ascoltare?

Sentire è più generale e riguarda tutti i sensi; ascoltare richiede intenzione e attenzione. Sentiamo una musica in sottofondo, ascoltiamo una canzone che abbiamo scelto.

Quali sono i sinonimi di udire?

Sentire, percepire, avvertire, captare e, in registro letterario, intendere. Nessuno è identico: ognuno porta una sfumatura diversa.

Una persona sorda può sentire?

Sì, in un certo senso: chi non ode i suoni può percepire vibrazioni, ritmo e intensità con il corpo. Per questo, secondo la distinzione proposta in questo articolo, le persone sorde profonde sentono ma non odono.

Se vivi una disabilità uditiva o visiva e vuoi parlarne con qualcuno, il Telefono Giallo di NoisyVision risponde anche via WhatsApp, utile per chi sente poco. Per le parole giuste da usare, leggi anche le parole corrette quando si parla di disabilità.

Articoli Correlati

Passi Solidali: Quando l’Inclusione smette di essere uno slogan e diventa Cammino

  Il titolo del talk di questa mattina 19 Aprile a Passo dopo Passo non è stato solo un tema di discussione, ma la cornice di un’interessante e profonda conversazione...

Eye Love Design. Online il nostro e-shop

Un buon design significa una visione migliore della vita quotidiana. Diffondi il nostro messaggio indossando una maglietta o una felpa gialla. Alcuni dei nostri prodotti riportano anche il payoff “We...

Noi non vediamo il problema, e Voi?

Cammini inclusivi: di cosa si tratta NoisyVision organizza dal 2016 cammini inclusivi: viaggi a piedi che uniscono persone con e senza disabilità sensoriali in esperienze di gruppo autentiche, dove l’inclusione...