Questo ionico Salento…
Attraente…come il suo Mare, così eccitante, rilassante e scintillante al sole ancora caldo di fine settembre.
Acqua, sabbia e vento sulla pelle; i nostri piedi e cuori lasciati nudi e liberi.
Arido Salento, ferito e bruciante: i nostri passi scricchiolano dove l’acqua se ne scappa incurante o dove l’incuria è tutta umana; mute le nostre bocche al cospetto di valorosi olivi, ora spenti e vuoti.
Selvatico e rinascente Salento, verde e vibrante sotto la pioggia, profumato e insaporito da timo, santoreggia, finocchietto e pepe rosa. Sfioriamo tamerici, eucalipti, lecci e lentischi; mentre un varco si apre fra cardi e canneti; e infine, come i gigli, guardiamo il sole tuffarsi e sparire all’orizzonte.
Ricco e prezioso Salento, con la sua storia, le case bianche e i muretti a secco; vite vissute fra pagliare e barocco, masserie e resort; chi va, chi viene, chi torna, chi resta.
Grazie per i dolci fichi, le mandorle e i piatti preparati con cura da gente che ama la sua terra e il suo mare.
Il nostro cammino iniziato a Nardó termina a Santa Maria di Leuca, dove finisce la terra e le acque del Mar Ionio e dell’ Adriatico si incontrano.
Mescolandosi.
Come abbiamo fatto noi in questi giorni, condividendo, scoprendoci, sorprendendoci fra fatiche e immense gioie.
Grazie ai compagni di cammino, a Marzia NoisyVision ETS e al capo tribù Micha Compagnia dei Cammini
Testo di Gemma Toniolli