Passi Solidali: Quando l’Inclusione smette di essere uno slogan e diventa Cammino

 

Il titolo del talk di questa mattina 19 Aprile a Passo dopo Passo non è stato solo un tema di discussione, ma la cornice di un’interessante e profonda conversazione sul futuro dell’escursionismo. Sotto la guida esperta di Simona Zedda (Associazione YODA / IT.A.CÀ – Festival del Turismo Responsabile), ci siamo confrontati su come il camminare possa diventare uno strumento di cambiamento sociale.

Grazie ai preziosi contributi di Francesco Crocetto (Alter Trek / Trekking Italia), Riccardo Giorgi (Escursione Sospesa) e alla nostra esperienza come NoisyVision, il palco si è trasformato in un laboratorio di idee e testimonianze concrete.

Oltre le definizioni: l’inclusione come fatto compiuto

Parole come #accessibilità, #inclusione e #condivisione rischiano spesso di svuotarsi di significato se non supportate dalla pratica. Stamattina abbiamo dimostrato che, per noi, questi non sono più solo concetti teorici, ma fatti tangibili.

Le realtà presenti al talk lavorano da anni per creare eventi e percorsi dove la natura viene vissuta collettivamente, senza distinzioni. Non si tratta solo di “portare qualcuno” in montagna, ma di abbattere barriere culturali e fisiche per permettere a chiunque di abitare lo spazio naturale come protagonista e non come ospite.

Quel “giallo” che unisce

C’è stato un momento particolare durante l’incontro che mi ha fatto riflettere. Guardando la platea dall’alto del palco, ho avuto la netta sensazione di quanto il nostro “giallo” — il colore della consapevolezza e dell’energia che portiamo con NoisyVision — sia ormai capillarmente entrato in diverse realtà del settore.

Siamo diventati, in qualche modo, un filo conduttore silenzioso ma visibile. Un legame capace di unire esperienze diverse tra loro, lasciando segni e segnali indelebili nel mondo dei cammini. È la conferma che quando si condivide un obiettivo comune, la competizione lascia il posto alla collaborazione e la diversità diventa il valore aggiunto che permette di tracciare nuove mappe.

Un orizzonte comune

Usciamo da questo incontro con una consapevolezza rinnovata: il cammino solidale non è un’eccezione, ma una direzione necessaria. Continueremo a lavorare affinché ogni passo fatto insieme sia un segnale per chi ancora pensa che la natura non sia per tutti.

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