Tutti insieme Sui Passi di Francesco

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di Daniela De Sanctis

Articolo originale su Free Wheels

Il conto alla rovescia è iniziato da diversi giorni e i viaggiatori di “Sui passi di Francesco. In cammino per l’accessibilità e per la pace” sono nel pieno dei preparativi. Da settimane si scambiano messaggi sulla chat di gruppo, perché ogni ora è buona per far emergere un nuovo dubbio. Per la bici, meglio lo zaino per una borsa? Porto il sacco a pelo o il sacco lenzuolo?

Alcuni di loro viaggiano insieme da anni, altri non si sono mai incontrati ma hanno già legami forti. Nei prossimi giorni condivideranno 11 tappe, chilometri, cene e camerate ma fin d’ora condividono valori. E hanno indubbiamente una caratteristica comune: lo spirito di avventura.

Conosciamoli iniziando da quelli che sono i colpevoli, coloro che hanno dato il via alle traversate itineranti di gruppo facendo insieme l’edizione numero zero, su un tratto della Via Romea. Erano in quattro: Michele Celebrin, che quest’anno non partecipa ma che farà sicuramente il tifo, Ignazio Drago, Angiolino Castioni e Pietro Scidurlo.

Da allora, Ignazio non si è perso un’edizione, e nemmeno stavolta poteva mancare, anche se, per problemi di ferie, si unirà al gruppo nella parte umbra, saltando i primi giorni. Accanito spacciatore di cioccolato di Modica, arriva da Scicli (Ragusa), la Vigata del set del Commissario Montalbano. A 41 anni, per un incidente, ha iniziato a usare la carrozzina e da allora si mette sempre in gioco. Ingegnere e insegnante, dopo una fase di scoraggiamento ha ricominciato a viaggiare e ha scoperto il fascino dei Cammini, al punto da coinvolgere in queste traversate molti klick riders, e non ci sarebbe da stupirsi se prima o poi una delle traversate avrà come scenario la sua amata Sicilia. Il 18 maggio, giorno in cui “Sui passi di Francesco” si avvierà, lui festeggerà il compleanno di Nicolò, il primo nipotino. Al quale, tra qualche anno, avrà cose straordinarie da raccontare. Perché le traversate sono impegnative ma, sostiene, ne vale sempre la pena: “Mi accorgo che quando le faccio mi passa tutto, mi guariscono da tutti i mali”.

Anche Angiolino Castioni è nonno, ma invece di starsene a Verona a giocare con i 3 nipotini inforcherà la bicicletta e condividerà anche quest’anno sorprese e fatiche. 61 anni ma non li dimostra, poliziotto in pensione, è nel Comitato direttivo della Via Romea Imperiale e vive la sua passione per i Cammini sia dal lato di chi li percorre sia da quello di chi offre ospitalità: nonostante si definisca un orso, è infatti Ospitaliere volontario per Accoglienza Pellegrina e per la spagnola Hosvol. E quest’anno insegnerà a chi userà la bicicletta ad aprire e piegare una Brompton.

Infine, Pietro Scidurlo, da Somma Lombardo (Varese), che non stava mai fermo da piccolo figuriamoci da grande. Dopo le traversate di Emilia Romagna (2022) e Veneto (2023), quest’anno ha proposto, col suo gruppo di lavoro, un percorso ancora più ricco ed esteso, realizzando un progetto tutt’altro che semplice. Il sogno di un Giubileo un po’ più accessibile nasce dal lavoro di un anno e nasconde un sogno personale che gli auguriamo di realizzare: quello di andare in pellegrinaggio, per il Giubileo, a Roma. Ma stavolta – aggiungeremmo – con più tranquillità.

Partecipa, invece, per la prima volta Alessio Antonetti, già apprezzatissimo dal gruppo per le bottiglie di vino che porterà da Santa Maria di Sala (Venezia), con cui amici di alcune cantine locali vogliono augurare buon cammino. E non sono i soli a darsi da fare. Un amico tatuatore ha stampato 40 serigrafie di proprie opere, che sono esposte in una cicchetteria per ricavare fondi. Un altro gli ha affidato salumi per la merenda. Insomma, non è ancora partito e già è nel pieno della condivisione, sia con il gruppo sia coinvolgendo il proprio circondario.

Alessio, in seguito ad una malattia degenerativa, usa carrozzina e klick da circa tre anni e mezzo e non si è ancora cimentato né in un viaggio né in un cammino con questi mezzi. Solo guardando internet e leggendo i post sulla traversata in Veneto, nel 2023, si è reso conto che anche lui avrebbe potuto fare qualcosa di simile. E visto che il gruppo passava vicino casa sua è andato a incontrarli, ha passato una mezz’ora con loro, è rimasto in contatto e ha detto a se stesso “l’anno prossimo parto anch’io”.

Detto, fatto. Se ne pentirà?

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Altra new entry è Dario Sorgato, nato a Padova e parcellizzato anche tra La Spezia e Berlino. Una persona che entra immediatamente nel cuore di chiunque lo incontri. Uomo di multiforme ingegno, capace di traversare con pieno successo sia gli studi al Politecnico sia due anni tra i mari del mondo, nel 2017 ha fondato NoisyVision, associazione di volontariato dedita a costruire un nuovo modo di relazionarsi con le persone ipovedenti e ipoacusiche. Suo obiettivo è colorare il mondo di giallo, perché è il colore più visibile ed è il colore dell’allegria. Dopo l’esperienza condivisa con Free Wheels di “Camminare Oltre” ha fortemente voluto vivere anche questa, almeno da Assisi in poi.

Fa parte di NoisyVision, di cui ama l’approccio alla pari dove ognuno dà e prende qualcosa, anche Giulia Oblach, che pedalerà sul tandem da Ancona ad Assisi. Giulia, 29 anni, friuliana, vive a Venezia, dove studia e lavora nel settore del turismo sensoriale. Non vede, ma questo non le ha impedito di disputare gare di tandem da corsa, su pista e strada, campionati di sci e nuoto, essere una cittadina del mondo. Appassionata di musica, altro elemento essenziale nella sua vita, fa parte di un coro multiculturale e sa suonare pianoforte e clavicembalo. Impegnata anche con un gruppo di Ragazze in tandem, ha già partecipato a diverse esperienze di itineranza in gruppo con l’obiettivo di migliorare un pochino il mondo e star meglio tutti quanti, ma il suo sogno nel cassetto è un Cammino in silenzio.

Anche quest’anno Samuele Brambilla, di Sulbiate (Monza-Brianza), partecipa al viaggio itinerante e anche quest’anno, con i suoi 24 anni, è il più giovane del gruppo. Nel 2023 ha percorso, sempre con noi, gli oltre 400 chilometri attraverso le bellezze del paesaggio veneto perché ama le sfide e le cose nuove ed era curiosissimo di conoscere più da vicino il territorio. Quest’anno l’idea di percorrere tre regioni lo stimola ancora di più.

Per lui la traversata del Veneto era, in assoluto, il primo Cammino, e lo ha affrontato con la convinzione che lo avrebbe aiutato a diventare più autonomo. Ma l’effetto ha superato le aspettative. Un po’ timido di natura, alla prima tappa parlava poco. Ma già alla terza, cantava.

Mara e Tiziano Stefan, di Vigodarzere (Padova), sono sposati da 35 anni e stanno ancora molto bene insieme; quindi, non se ne avranno a male se non parliamo di loro individualmente. Partecipano per la prima volta a un cammino. Avrebbero voluto provare quello di Santiago, poi si sono innamorati dell’idea della traversata. Mara la farà in sedia a rotelle e klick, Tiziano come co-pilota del tandem sui cui viaggeranno Giulia, da Ancona ad Assisi, e Dario, da Assisi a Roma, entrambi ipovedenti.

È iniziato tutto l’anno scorso, vedendo passare i riders della traversata veneta. Mara si è unita a loro nella tappa Camposampiero-Dolo. Pensava di farne solo un pezzo, poi l’ha fatta tutta e si è entusiasmata. Quando le è arrivata la proposta di partecipare a “Sui passi di Francesco” non ha chiesto la durata, la difficoltà, il tragitto. Ha detto sì e basta.

Josimare Reis, bergamasca di origine brasiliana, si unisce per la prima volta ad una traversata. Al momento, è bloccata a San Paolo, dove i voli aerei hanno molte difficoltà per la recente alluvione, ma tutti facciamo il tifo per lei e sappiamo che viaggerà con il gruppo, anche all’ultimo momento.

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