Chi ha paura dei ciechi? (e ipovedenti)

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Nel mese di Giugno 2021 abbiamo realizzato due eventi molto riusciti.
Tra l’8 e il 13 Giugno abbiamo camminato lungo la Via Francigena, nel tratto che va da Lucca a Siena. Il gruppo era comporto di 17 persone, tra cui una guida GAE Sharon Cappetti, un facilitatore di gruppo, Dario Sorgato, Presidente di NoisyVision e 15 partecipanti, di cui 4 ciechi, 6 ipovedenti e 5 vedenti.

Tra il 25 e il 27 giugno abbiamo visitato diversi luoghi della Romagna, tra Brisighella e Riolo Terme, con un gruppo di 15 persone tra cui 5 ciechi, 5 vedenti e 5 ipovedenti.

Come in tutte le altre attività realizzate da e con NoisyVision, non ci sono accompagnatori o volontari, come di solito vengono chiamati coloro che non hanno disabilita’ visive, ma ci sono persone, di cui alcune vendono meglio di altre e si aiutano vicendevolmente.

Sono innumerevoli le volte che abbiamo comunicato questo nostro modo di operare attraverso blog,articoli,  interviste, social network, ma ci rendiamo conto che c’è  ancora molta strada da fare per arrivare a far capire che anche se i ciechi e gli ipovedenti sono considerati disabili, non dovrebbero essere trattati come “quelli da aiutare” ma semplicemente come persone che in alcune situazioni devono essere informati in merito alle condizioni dell’ambiente esterno perché possano accedere in maniera sicura.

In un recente post su Facebook in cui abbiamo chiesto

Perché é difficile coinvolgere le persone senza disabilità visive nelle nostre attività?

E’ emerso che:

I normovedenti si sentono a disagio con chi ha difficoltà visive.

Le persone vedenti non sono sempre disposte a sostenere un costo, magari anche elevato, e fare volontariato. Hanno la possibilità di divertirsi sostenendo costi più bassi. Le persone molto lontane dal mondo della disabilità ascoltano con il sorriso compiacente e poi rivolgono il pensiero altrove.

Siamo davvero degli individui così strani?
Facciamo davvero paura?
Perché creiamo disagio?
Ovviamente sarà molto difficile avere delle risposte a queste domande, perché da un lato non sono mai state poste apertamente e quindi forse il disagio non e’ mai stato esplicitato.

Dall’altro se qualcuno dovesse davvero provare queste sensazioni farebbe molta fatica ad esporle, e condividerle.

O magari, semplicemente, non siamo riusciti a diffondere la notizia in maniera capillare.
Anche se abbiamo cercato di farlo con tutti i mezzi a nostra disposizione.
Incontrando anche l’ostruzionismo di alcuni gruppi Facebook che ci hanno impedito di divulgare il nostro annuncio.
Nello stesso post sono poi intervenuti alcuni partecipanti che hanno lasciato le loro testimonianze

Io ho avuto la FORTUNA di partecipare ad un evento e consiglierei a tutti i normovedenti di fare altrettanto. Limitare l’influenza della vista che ci condiziona in tutto e provare ad avere comunicazioni e scambi su altri pian, su altri sensi. Sono esperienze che cambiano in positivo perché ci fanno capire e riscoprire parti di noi che la vista occulta frequentemente.
Giulio

Noi vedenti tendiamo a dare per scontato il senso della vista e se non preparati proviamo disagio. Nell’esperienza fatta con voi io ho cercato di prendere più che dare… ho chiuso gli occhi… e aperto la mente. Non so se ho dato tanto quanto ho avuto, ma l’esperienza mi ha sicuramente segnato.
Francesca

Io ci sarei tornata al volo sulla barca a vela… Purtroppo quest anno non coincidono le date con le mie possibilità. Ma a chi è  titubante dico: non esitate a partecipare perché per me sono state le esperienze/vacanze più divertenti e interessanti e prima o poi ci rincontriamo.
Federica

Fino ad oggi fare attività con i ciechi equivaleva a fare volontariato. Noi vogliamo fare in modo che sia un’esperienza. Punto. Dove il divertimento è assicurato. E per fare esperienze le persone sono disposte a pagare. Anche fior di quattrini. La strada per diffondere questo messaggio  è lunga. Ma ce la faremo. Uno alla volta.Vi scoveremo tutti.

Forse sarebbe più semplice chiedere ai ciechi di portarsi un accompagnatore, magari pagandogli la quota di partecipazione. Ovviamente questo lo possono sempre fare, perché la moglie, il marito, il cugino o il fratello sono comunque i benvenuti, ma se l’accompagnatore deve essere una persona esterna, magari non interessata all’attività che fa un servizio a costo zero o addirittura a pagamento, non fa parte del nostro approccio.

Per noi tutto questo si traduce con una parola, inclusione. La usano in molti, la vivono in pochi.

Sei anche tu uno di quelli che ha capito il nostro messaggio, la nostra mission?
Allora non esitare a iscriverti a uno dei prossimi eventi.

Cammino nelle Foreste Casentinesi
Dal 29 Luglio al 1 Agosto

Viaggio in barca a vela
Dal 4 all’11 settembre

Cammino di Oropa
Da l 16 al 19 Settembre

Se invece hai delle critiche, dei feedback costruttivi, dei suggerimenti, saremo lieti di ascoltarli, accoglierli, e migliorare il modo di operare o di comunicare.
Fino a prova contraria, continueremo a credere di essere sulla strada buona, a maggior ragione se quello che continuiamo a sentire dalle persone che fanno parte di NoisyVision e’:
Con voi mi sento libero, mi sento una persona.
Con voi è  tutto semplicemente normale.
Dove normale, in questo caso, sta per vero.

 

 

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