Il primo cammino di Marco, sardo valdostano non vedente.

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Una connessione al di là dello spazio e del tempo, l’uomo che si ricongiunge con il suo io più intimo e madre natura, noi che eravamo tutti alla pari senza barriere, con qualcosa in comune: l’udito e il cuore,

Questo cammino è stato per me davvero magico, al punto da non farmi sentire la stanchezza, permettendomi di ammirare lo splendore dei paesaggi con gli occhi degli altri, con i miei piedi. di sentire i profumi e i suoni della primavera toscana, diversa da quella della mia terra, la Sardegna, da quella della mia casa, la Val d’Aosta.

“Anche Agli Asini Piace Giallo” è stato questo il titolo della  camminata di circa 80 km nelle campagne pisane.
L’immagine che più rappresenta la mia esperienza è una campana.
Noi eravamo come campane, che in un rintocco all’unisono emettevamo un suono impercettibile e magico. La frequenza delle nostre vibrazioni ci ha permesso di entrare in  connessione tra di noi e con madre natura,
Quelle vibrazioni hanno risvegliato i colori che non posso più vedere, ma ricordare, come in un tempo lontano.
E’ in questo suono di campane intonate, scandito da rituali meravigliosi, come la condivisione di un pasto, il sorseggiar dell’acqua, il ritrovarsi la sera attorno ad un tavolo per condividere  esperienze e risate, che ho sentito l’amicizia. Mi ha avvolto in un calore ancor più forte del sole, quello della purezza dell’esser umano.

Ecco qual è il vero  destino dell’essere umano: la condivisione e la riscoperta di ciò che abbiamo su questa terra. Siamo testimoni di ciò che ci circonda e in questi giorni ho potuto condivider i suoni dei nostri passi insieme a due splendide asinelle; Pippa e Lulù. Siamo custodi di quanto c’è di bello attorno a noi e non dimenticherò mai questo cammino. Come non si scorda mail il primo amore.
Rimarrà un ricordo e simbolo di purezza, amicizia e condivisione. Ripenso ancora al rituale  della colazione e alla preparazione per affrontare la tappa del giorno, i chilometri da percorrere su antichi sentieri. Odo ancora la voce del vento che mi racconta ciò che  vuol raccontare,. Sento ancora i profumi delle piante, il calore del sole, che come faro ci guida verso le mete da raggiungere.
Sento, soprattutto, la soddisfazione del cuore per avercela fatta e le lacrime sincere e amiche che sgorgano come fiumi, perché ciò che ho  sentito nel mio esser più profondo ho voluto donarlo a chi ha la vista e metter in connessione la sua condizione umana alla madre terra.

L’odore del mare per qualche istante mi ha riportato nella mia terra sarda, con un tono malinconico, perché  stava per finire quell’esperienza così profonda, intima e magica, con tutto quello che si prova camminando su sentieri, campagne e asfalto.

Vorrei ringraziare davvero tutti i miei compagni di viaggio, soprattutto Dario e Nino per aver realizzato questo cammino pieno di simboli e valori. Grazie a tutti color che mi hanno aiutato nei momenti più difficili e grazie alla Francesca per avermi insegnato a mettermi in ascolto con le asine . Non lo scorderò mai il mio battesimo di fuoco.

Roccia nella roccia, cuore nel cuore, l’abbraccio dell’anima e la sua voce.

Marco

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