Ho sofferto molto e vorrei non capitasse piú

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Ci capita sempre piú spesso di ascoltare lo sfogo di chi vive o ha vissuto un disagio. Nei giorni scorsi ci ha scritto David, che per anni si é vergognato della sua ipoacusia. Quanti, come lui, si sono nascosti e ancora si nascondono dietro l´invisibilitá di alcune disablitá?
David desidera conoscere queste storie, queste persone.
Ciao a tutti, sono ipoacusico dal età di 4 anni e mezzo.
Non ho molti ricordi in merito, ma anche a causa di disagio famigliare (la sordità per qualcuno era un tabù) sono cresciuto coprendomi le protesi con i capelli, mi vergognavo tanto e mi sentivo difettato: un alieno.
Nessuno mi insegnò davvero a non vergognarmi e a crescere sereno.
Ora ho 36 anni e dopo anni di endoauricolari voglio tornare ai retro auricolari e vincere anche ció che ho provato per tanti anni perché è assurdo vergognarsi e non é nemmeno colpa nostra per ciò che ci è accaduto.

Vorrei davvero che mai più nessun bambino soffrisse e che al minimo disagio si intervenga per aiutarlo e per dirgli che è solo un accessorio con cui lui socializzerà e riuscirá a sentire chi gli sta attorno!

Io stavo zitto, non dicevo alle persone che mi vergognavo. Una malsana abitudine poi diventa parte di te e ti logora l’adolescenza. Forse qualcuno aveva capito che non ho un udito normale.
Scrivo qui, oggi, perché voglio  urlare a tutti la necessitá di affrontare questo disagio, sia famigliare che individuale. É strano e impossibile che un bambino si inventi un disagio completamente da solo, perché i bimbi sono tutti bellissimi, semplici, puri. Se sentono un disagio é perché noi adulti non siamo in grado di affrontare la diversitá e comunciarla per quello che é, semplicemente un modo di verso di sentire.
Ciao, un abbraccio e grazie per aver letto questo rbeve sfogo.
DavidDavid ha scritto a noi di NsoiyVision sperando di entrare in contatto con persone che hanno vissuto un disagio simile al suo.
Se desiderate contattare David potete scriverlo nei commenti.

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2 comments from the community

  1. Caro David,
    inanzitutto grazie. Dopo tanto tempo passato a rifiutare i propri limiti, o piuttosto, la propria diversità, non è banale e tantomeno facile esporsi così, e tu hai avuto il coraggio di farlo. Credo fermamente che con queste tue parole e la tua testimonianza tu abbia già cambiato un pezzetto di mondo. Hai saputo andare al di là della paura di mostrarti diverso, e già per questo sei un esempio per tutti. E bada bene, non solo per altre persone con disabilità, ma per tutti, perchè ricordiamocelo, ognuno ha le sue diversità e i suoi bisogni speciali, e non sempre si ha il coraggio di mostrarsi.
    Detto questo potrei raccontarti di quando da piccina, mentivo spudoratamente per non dire che i miei occhietti avevano smesso di funzionare bene. Ero a scuola e per molti mesi dal manifestarsi della maculopatia, dicevo di non vedere la lavagna perchè i dottori mi avevano messo le goccine per dilatare la pupilla. Anche per me era una vergogna e ho impiegato molti anni a concedermi la possibilità di presentarmi per quella che sono, deficit visivo compreso. Ti confesso che ora, dopo tanti anni di lavoro su di me, a volte mi concedo la possibilità di tenere nascosto almeno per i primi momenti, il deficit, e giocarci sopra dopo, o lasciare che le persone se ne rendano conto coi loro tempi. Ma so che posso “giocarci” perchè ho imparato ad accettarmi. E’ un percorso lungo una vita quello di accogliere sè stessi, ma non è utopia, e tu lo dimostri.
    Al di là di questo, nel tuo messaggio tu accenni ad un tema molto importante: la paura, o l’imbarazzo, o la vergogna, o solo il disagio, che gli altri intorno a noi ci appiccicano, rispetto alle nostre diversità. E’ un tema molto importante che ti prometto tratterò nel mio prossimo articolo sulle pagine di NoisyVision! Stay tuned!
    Intanto ti ringrazio e ti abbraccio forte!
    Nadia

  2. Grazie..un po’ invidio chi non si è mai fatto dei problemi riguardo le protesi alle orecchie..sembra a volte che la mia sofferenza sia stata ridicola appunto,
    ma era tremenda e
    avevo comunque anche disagio famigliare..grazie ancora.

    Credo capiti ora più raramente..i miei erano anche altri tempi..ma ad ogni modo,ciò che sto dicendo deve almeno essere utile infatti 🙂

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