Un weekend ad occhi chiusi, da Roppolo a Pratolino.

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7 ottobre 2018. Una data che ci ricorderemo. Perché quel filo giallo che ci unisce da quando – lo scorso maggio – abbiamo camminato insieme sulla Via degli Dei,  ha guidato alcuni soci di NoisyVision in due luoghi diversi, posti idealmente lungo lo stesso sentiero.

Lo scorso weekend Dario Sorgato, fondatore di Noisyvision ONLUS, ha condotto un seminario dal titolo “In cammino, in ogni senso” in cui 12 partecipanti, di cui 4 non vedenti, uno ipovdente, uno ipoacusico e il resto senza disabilità sensoriali, si sono fatti guidare reciprocamente in un percorso tra le colline sopra il Lago di Viverone.
Il seminario era organizzato nell’ambito dell’offerta della Scuola della Casa del Movimento Lento

Esperienza fantastica! La natura mi ha incoraggiata come fa una mamma con un bambino che muove i primi passi e, poco alla volta, acquista sempre più sicurezza. Grazie Casa del Movimento LentoDario Sorgato NoisyVision ONLUS.

Sono le parole di Lucia Armano, una delle partecipanti, non vedente dalla nascita.

Luca Casella e Giulia Oblach, sono due non vedenti che hanno camminato verso il Santuario di Oropa la scorsa estate. Abituati a camminare su sentieri e a porsi in ascolto, erano loro a guidare persone vedenti con una benda sugli occhi. Non era piú chiaro chi fosse la guida e chi l’accompagnato. Corpi e movimenti fusi, in un unico andamento e in un sentire condiviso.
Luca faceva notare come l’aria abbia una pressione diversa se si passa vicino a un muro o a un bosco e come gli alberi, se toccati, restituiscano una energia che non é quella di un palo di ferro.
Erano proprio queste le osservazioni che gli organizzatori del seminario speravano di far emergere, per poi costringere i vedenti a cogliere quei dettagli che permettono di costruire scenari e immagini nella nostra mente.
È così che nascono le visioni, che, appunto, non sono necessariamente determinate dagli stimoli visivi.
Marco Maredda, di Aosta, conclude le sue riflessioni dicendo che in questi giorni ha percepito come ognuno dei partecipanti fosse una persona, indipendentemente dalla disabilitá. Una vera e propria conferma dell’accezione inclusiva di questa iniziativa.

Dario scrive:
Siamo consapevoli che ognuno dei partecipanti é pronto a ripartire diverso.
Potremmo riavvolgere il nastro di tutto quello che ci siamo detti e sentiremmo nuovamente il valore di quello che abbiamo sentito (il sentire che in inglese sarebbe to feel, quello che forse potremmo tradurre con percepire).
Sono certo che in ognuno di noi ci sono nuove consaoevolezze, sensoriali e umane.
Sta a noi conservarle e continuare ad attingere a tutto quello che é entrato nel nostro cuore nella nostra mente.
La certezza che la maggior parte di voi, spero tutti, ha trovato in questo seminario quello che sperava, che si aspettava, mi rende molto soddisfatto.
Era un seminario numero zero,  ma é stato un successo da spettacolo rodato. 

Ci sono alcuni attimi, alcune parole e molti sorrisi che vorrò rivedere dentro di me. Personalmente ho bisogno di riascoltare le grida di gioia dopo una corsa su un prato, ho bisogno di camminare di nuovo a piedi nudi sull’erba, devo ridere e devo leggere tagli di luce nel bosco. Ho bisogno di camminare e continuare a farlo per ricordare a me stesso che sono sulla buona strada. 
Se oltre a scoprire in modo nuovo lo sconfinato mondo dei sensi, solo uno di voi avesse trovato un frammento in più del proprio io, questa sarebbe già una doppia vittoria.
E sono portato a credere che sia così.
Ci sono i semi perché nuovi progetti, individuali e di gruppo, possano germogliare 
Come un fiore, che, per una volta, non ha colore.
Le nuvole del primo giorno hanno reso il paesaggio più democratico. Un po’ invisibile per tutti. 
La notte ha reso il.bosco un po’ più democratico, nero per tutti.
La pioggia ha reso l’erba un po’ più democratica. Bagnata per tutti, rendendo quasi inutile.il suo verde.
Non era quella la qualità del suo attimo.
È tutto questo e molto altro che ora rimarrà parte di voi.
Spero vivamente che cammineremo ancora insieme.
Spero che ci incontreremo da qualche parte.
Spero che questa rete di giallo e lentezza continui il suo visionario movimento.
___________

 

In qella stessa domenica, mentre a Roppolo accadeva questa meraviglia, Nadia Luppi e Sharon Cappetti, rispettivamente Counselor e Guida Ambientale Escursionista, coinvolgevano una trentina di persone in un paio di passeggiate dal gusto inedito lungo i sentieri del Parco Mediceo di Pratolino (FI), con l’evento Ad Occhi Chiusi Nel Parco. Sull’onda dell’approccio dinamico e creativo di NoisyVision, Sharon e Nadia hanno invitato i partecipanti a giocare con bende e occhialini che riproducono alcune disabilità visive non per insegnare cosa significa essere ciechi o ipovedenti, ma per aiutarli a cogliere prospettive nuove grazie alle quali conoscere ciò che ci circonda, che siano bellezze naturali o creazioni del genio artistico umano. E se è vero che la realtà è uno specchio di noi stessi, ecco che le parole di Luisa, una partecipante rivelano il senso del’avventura: “Per due ore ti isoli da tutto e apprezzi te stesso e la natura”.

Quante volte diamo per scontato noi stessi, la meraviglia che abbiamo dentro e tutta la bellezza che ci circonda? E invece è proprio la bellezza che nutre e che forse – come diceva qualcuno – può anche cambiare il mondo. “Per questo – ci ricorda Nadia – abbiamo scelto di guidare le persone a occhi chiusi per alcuni tratti di cammino. Per chi è abituato a vedere, privarsi della vista significa necessariamente rivolgere lo sguardo al proprio interno, lasciando che il mondo entri per altri canali, molto meno razionali e molto più profondi. Ed è così, in una dimensione nuova e sostenuti dalla bellezza intorno a noi, che possiamo cogliere ciò che c’è fuori e ciò che percepiamo con stupore, con gratitudine e con meraviglia”.
“Se dovessi cercare una parola per definire il mio sentire ora, sarebbe ‘serenità“. – ci scrive Tomas dopo la giornata a Pratolino. Ed è proprio questo, forse, che accade quando ci lasciamo andare alla bellezza e alla natura: prendiamo una distanza consapevole dal rumore del quotidiano e ci diamo l’opportunità di riconnetterci a ciò che rischiamo di dare per scontato.

“Io amo profondamente la natura – aggiunge Sharon – e ho cercato di ricordare a chi camminava con noi che i nostri piedi vedono e sentono, e che ogni albero, con la sua forza, la sua età e tutto il tempo che racchiude nel suo tronco e nei suoi rami, è lì per darci sostegno e farci dono di sé”.

Sono eventi questi che Noisyvision progetta perché siano fruibili a tutti e per trasformare quello che può sembrare un limite – in questo caso la disabilità visiva – in una risorsa. Questo con l’idea di offrire la possibilità a ciascuno di scoprire e scoprirsi – insieme agli altri – portatore di forza, di bellezza e di meraviglia, al di là di quelli che riteniamo essere i nostri limiti.

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