- Pubblicata il
- da Nadia Luppi
Io vedo a modo mio
A te che sei capitata/o su questa pagina vorrei dedicare due parole:
Benvenuta/o e Grazie.
Quante volte ci siamo sentiti soli davanti a quella domanda “Ma tu ci
vedi?“. O forse abbiamo provato rabbia o un leggero fastidio, o
semplicemente abbiamo sospirato e risposto “Poco…”.
Ma la verità è che nessuno di noi disabili visivi vede e vive nello
stesso modo. Ed è da quella unicità che a volte nasce il senso di
solitudine e di incomunicabilità. “Nessuno può capire…”
E allora ogni tanto non si dice che si vede poco, a costo di essere
presi per ubriaconi, o forse si prova a spiegare ma le domande si
moltiplicano e non se ne esce.
Parlare di ipovisione non è facile.
Non c’è una regola, non c’è uno standard, non bastano le categorie e
le caselle cliniche per disegnare il nostro mondo.
Ma è proprio questa la sfida che l’ipovisione pone alla comunità, come del resto succede per le altre disabilità e in generale come per ogni altro modo di essere “diversi”,
Siam otutti diversi, ma abbiamo dei punti in
comune da cui partire, affrontiamo sfide che hanno molto in comune.
E se cominciamo a conoscerci, ri-conoscerci, comprenderci e
confrontarci, forse inizieremo a sentirci sempre meno soli e a
ritrovare dentro di noi quel coraggio per sorridere al mondo e
rispondere:
“Io vedo a modo mio”
Sono Nadia, sono una donna e sono ipovedente. Vivo a Modena e mi sento fiera tanto di essere emiliana quanto di sentirmi cittadina del mondo. Credo
che ognuno di noi arrivi su questa Terra per vivere un viaggio e fare
scoperte. La passione per la bellezza, la ritrovata fiducia in me e
nella Vita e l’amore per le luci e le ombre umane, mi hanno portata a
osservare, leggere, scrivere di Umanità, di diversità, di forza, di
paura e di coraggio. La mia missione ora è quella di ascoltare gli
altri e restituire loro tutta la bellezza che potrebbero non notare.
Per questo ho scelto di diventare Counselor e di dedicarmi a chi
davanti alle sfide della vita rischia di perdersi di vista e invece
merita di ritrovarsi.
Non è sempre facile; La tentazione di pensare che c’è molto grigio e
poco colore, è forte. Ma poi arriva un raggio di sole, una voce, un
sorriso, un incontro. E così si ricomincia a camminare insieme. E
insieme viene più facile anche sorridere.
E’ questo spirito dell’incontro e della costruzione di una rete di
bellezza e di diversità che mi ha fatto avvicinare a NoisyVision.
Vorrei arricchire queste pagine di racconti, riflessioni,condivisioni
che possano aprire uno spazio di vicinanza con chi legge.
Scriverò di come la disabilità visiva può portare via i punti di
riferimento di una vita, e di come si impara a vedere senza guardare,
e di come certi sguardi vedano più di quanto si immagini.
Scriverò di come dalla paura nasce il coraggio e dalla rabbia la pace,
e di come il viaggio verso l’armonia non finisca mai.
Scriverò per dare e ricevere specchi capaci di farci crescere insieme.
Scriverò per tessere insieme a chi legge le trame di una rete di
bellezza e meraviglia.
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