LIS tattile, mani che parlano…. e questa me la segno.

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Sul sito di NoisyVision non abbiamo parlato spesso di Lingua dei Segni. Eppure tra i nostri soci e amici ci sono persone che usano questo modo di comunicare. 
I sordociechi totali forse non hanno accesso ai nostri canali e quindi ci riesce difficile raggiungerli. Forse, peró era destino che fosse Chiara a trovare noi. Lei conosce la LIS tattile e potrebbe essere il ponte tra NoisyVision e questo mondo di silenzio e buio, perché ci vogliamo rivolgere anche ai sordociechi e con loro comunicare.
Ecco la storia di come Chiara ha imparato la LIS Tattile

5 maggio 2016 primo giorno di volontariato. Scendo dall’auto e vado incontro a Ippazio che mi aspetta sull’uscio della porta di casa di un piccolo comune nel Salento con 4.000 abitanti, una piazza e un bellissimo castello.

Mi presento.

“Ciao, nome mio C H I A R A, in segni dolce”.
“Ciao, nome mio I P P A Z I O, in segni Y”.

Dal giorno del primo incontro, ne son seguiti altri, fatti di passeggiate, sagre, cene, la notte bianca, seminari, la festa del fumetto, serate astronomiche, palestra e farmacie, stazioni… quante strade abbiamo percorso insieme.

Gli occhi, quando incontrano la LIS nelle mani di un’altra persona, si illuminano, diventano vivi e tutta la persona vive.

Qualcuno che parla la tua stessa lingua, non hai il minimo sforzo nel chiedere una direzione, un qualcosa da bere o da donare.
Quando siamo in cammino, Ippazio ha sempre la sua mano sulla mia spalla e se tutto va bene durante la passeggiata mi picchietta l’indice per farmelo capire, a volte disegna una U sulla schiena, è un sorriso!
Con lui ho appreso la LIS Tattile e dalle prime volte che ho usato questa modalità che ho capito cosa volessi fare da grande, nonostante i miei 30 anni.
E` in un gioco di percezioni concrete che la comunicazione tra le mani prende forma.
Una relazione autentica, la possibilità di condividere il proprio mondo reale e immaginario è alla base del benessere emotivo e fisico.

Non avere il sacro santo diritto all’espressione del sé è una condanna alla solitudine, alla demotivazione e frustrazione.

Il mio amico è un uomo molto forte, con il suo bastone bianco e rosso gira il mondo, non teme pericoli, certo deve fare attenzione perché la sua visione è tubulare e in più è sordo profondo, ma niente lo ferma.
Con lui si discute di tutto, anche di alieni!
La LIS non ha limiti espressivi, è un disegno in aria, un qualcosa che sfugge, ma ti rimane dentro.

 

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